Non ho ancora sentito parlare di pet addiction, cioè di attaccamento patologico a animali domestici, come di un disturbo a se stante, ma posso immaginare che studi appropriati stiano isolando i comportamenti che caratterizzano questo tipo di problema. Soprattutto nella cultura anglosassone, in particolare nelle grandi città, l’animale domestico si sostituisce a relazioni affettive con altre persone e può diventare antidoto a depressione, isolamento sociale, inadeguatezza comunicativa o bersaglio facile per sfogare frustrazioni, ossessioni, manie di controllo, desideri repressi di maternità o paternità. La dipendenza da animali domestici, certamente identificata in condotte di cura eccessiva, personalizzazione e umanizzazione del cucciolo, preoccupazione maniacale per la sua salute e per la sua alimentazione, forse si colloca in un quadro più ampio: quello del difficile adattamento alla realtà e altri disturbi nella sfera affettiva.

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