Sorrido sempre quando qualcuno fa affermazioni del tipo "Io non credo alla PNL!". La Programmazione Neuro-Linguistica, contrariamente all’impressione che se ne trae dai cattivi formatori, non è mica una religione! O ancora, come scrive Lune: "La PNL non è scientifica". Certo che non lo è, né pretende di esserlo. Intanto, si tratta di un modello e non di una teoria o di un insieme di teorie. Se le teorie descrivono la realtà con l’intenzione di enunciare "verità" e svelare il "perché" delle cose, i modelli sono insiemi di osservazioni sulla realtà finalizzati a definire "come" funziona e a trovare strategie utili a cambiarla. Il successo planetario della PNL deriva dal fatto che una parte consistente delle tecniche che propone promuove effettivamente e rapidamente lo sviluppo di una migliore capacità comunicativa. Poi se la Programmazione Neuro Linguistica insegni cose "vere" o non "vere" è una questione irrilevante sia per i suoi creatori che per tutte le persone che si approcciano a questo metodo con atteggiamento realistico, intelligente e multidisciplinare.
Non sono certo tra i promotori della "nuova" PNL, quella dei corsi di empowerment che sfiorano il delirio collettivo, quella dei "cerchi dell’eccellenza", che somigliano più a goffi rituali stregoneschi che a metodologie di cambiamento. Credo che la Programmazione Neuro-Linguistica debba essere proposta con serietà e rigore, esclusivamente insieme ad altri modelli e, soprattutto, facendo continui richiami all’utilizzo cauto e rispettoso delle tecniche.

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Pubblico in anteprima sul blog un’anticipazione del nuovo libro sulla comunicazione, in corso di stampa e in uscita, spero entro ottobre 2007.

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