Ott
18
Filed under (Argomenti vari) by Enrico Maria Secci on 18-10-2007


Poiché si parla spesso di "depressione" in modo vago e disinformato, sembrerebbe che questo disturbo affligga una fetta notevole della popolazione. Esistono forme di "depressione" fisiologiche e transitorie, chiamate depressioni reattive, che si sperimentano in comcomitanza a eventi traumativi, lutti, abbandoni. Ma in realtà, si può cominiciare a ipotizzare la presenza di un problema di matrice depressiva solo se almeno quattro dei seguenti sintomi si manifestano per un periodo di almeno quattro settimane e rappresentano un cambiamento nell’abituale funzionamento della persona.

 

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Ott
16

Oltre quattromila accessi nel primo mese di attività, decine di e-mail di richiesta d’aiuto o di informazioni, diverse richieste di consulenza individuale in studio… Tutto ben oltre le aspettative inziali. Continuerò a scrivere i post di informazione e ad aggiornare il blog. Mi raccomando, usate lo spazio dei commenti anche per chiedere approfondimenti o articoli su temi specifici!

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Ott
14
Filed under (Argomenti vari) by Enrico Maria Secci on 14-10-2007

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Pubblico in anteprima su Internet le pagine introduttive del mio libro "Manuale di Psicoterapia Strategica".
Sul sito dell’
Editore potete ordinare il libro al costo di 22 euro, senza pagare le spese di spedizione. Ogni copia acquistata è un contributo al mio lavoro, un incoraggiamento a proseguire nel mio impegno.
Dalla sua uscita, il libro è testo di studio nell Scuole di Psicoterapia Strategica SCUPSIS, e ISP di Roma.
A Cagliari il volume è facilmente reperibile nella libreria di via San Benedetto, che lo ha ospitato in vetrina sino ai primi mesi del 2006. La copertina è dell’artista sassarese Nunzia Lay (
http://www.nunzialai.it/).

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Se leggi qui, grazie!  Sei nuovo!

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Ott
08


 

Concludo l’articolo sulle dipendenze affettive descrivendo gli ultimi due schemi dei quattro scoperti col le persone con cui ho lavorato o che seguitano un percorso di psicoterapia breve con me. L’interesse generato dai post su questo argomento mi stimola ad approfondire il tema: presto on-line articoli sulle dipendenze affettive tra genitori e figli.

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Ott
05
Filed under (Argomenti vari) by Enrico Maria Secci on 05-10-2007

 

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Ott
04
Filed under (Argomenti vari) by Enrico Maria Secci on 04-10-2007


 

Sorrido sempre quando qualcuno fa affermazioni del tipo "Io non credo alla PNL!". La Programmazione Neuro-Linguistica, contrariamente all’impressione che se ne trae dai cattivi formatori, non è mica una religione! O ancora, come scrive Lune: "La PNL non è scientifica". Certo che non lo è, né pretende di esserlo. Intanto, si tratta di un modello e non di una teoria o di un insieme di teorie. Se le teorie descrivono la realtà con l’intenzione di enunciare "verità" e svelare il "perché" delle cose, i modelli sono insiemi di osservazioni sulla realtà finalizzati a definire "come" funziona e a trovare strategie utili a cambiarla. Il successo planetario della PNL deriva dal fatto che una parte consistente delle tecniche che propone promuove effettivamente e rapidamente lo sviluppo di una migliore capacità comunicativa. Poi se la Programmazione Neuro Linguistica insegni cose "vere" o non "vere" è una questione irrilevante sia per i suoi creatori che per tutte le persone che si approcciano a questo metodo con atteggiamento realistico, intelligente e multidisciplinare.
Non sono certo tra i promotori della "nuova" PNL, quella dei corsi di empowerment che sfiorano il delirio collettivo, quella dei "cerchi dell’eccellenza", che somigliano più a goffi rituali stregoneschi che a metodologie di cambiamento. Credo che la Programmazione Neuro-Linguistica debba essere proposta con serietà e rigore, esclusivamente insieme ad altri modelli e, soprattutto, facendo continui richiami all’utilizzo cauto e rispettoso delle tecniche.

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Ott
02
Filed under (Argomenti vari) by Enrico Maria Secci on 02-10-2007


 

Tra le molte insidie della professione di psicoterapeuta, una tra le più fastidiose e controproducenti riguarda gli appuntamenti presi da persone che poi non si presentano in studio e, naturalmente, non avvisano il professionista. Il vero problema non riguarda lo psicologo che, al limite, trascorre un’ora tra i libri o tra gli appunti relativi a altri casi in corso, ma la persona che ha preso l’appuntamento e che poi non ha avuto il coraggio di presentarsi. Infatti, l’individuo in questione difficilmente riuscirà a rivolgersi nuovamente a quello psicologo e in questo modo avrà molto probabilmente perso un’importante occasione di cambiamento. Poche sono le persone che dopo aver bruciato il terapeuta che al telefono si era mostrato disponibile e professionale, riescono poi a ricontattarlo per chiedere un ulteriore incontro.
Perciò quando un paziente chiama, ottiene l’appuntamento e poi non si presenta senza almeno avvertire, sento da una parte la frustrazione per l’ora di lavoro letteralmente sprecata, dall’altra il dispiacere di vedere qualcuno negasi all’ultimo istante la possibilità di ricevere un aiuto professionale e qualificato. Stempera la frustrazione una consapevolezza consolidata con l’esperienza: se il paziente non si presenta, in fondo, mi ha fatto un favore perché non avrebbe collaborato e
nessuna persona è meno indicata alla terapia di chi preferisce stare male piuttrosto che suonare al citofono di qualcuno che  può aiutarla.

Considerata la mole di lavoro degli ultimi tempi, piacevolmente aggravata dai contatti e dalle e-mail di chi legge il blog, credo sia utile ai lettori anche vagamente interessati a chiedere un colloquio di consulenza psicologica un breve e sintetico vademecum per il primo incontro con il terapeuta. Forse queste rapide indicazioni semplificheranno il mio lavoro, quello dei colleghi e, soprattutto, impediranno a chi volesse chiamare ma non ne è ancora completamente sicuro di perdere un’importante occasione di cambiamento solo perché ha affrettato i tempi del contatto.

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Pubblico in anteprima sul blog un’anticipazione del nuovo libro sulla comunicazione, in corso di stampa e in uscita, spero entro ottobre 2007.

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