Il Mar Morto si trova nel punto più basso della Terra, meno 428 metri sotto il livello del mare.

È il mio ultimo giorno in Israele e fluttuo nell’acqua acre circondata da deserti. Respiro effluvi salini e mi abbandono alla marea apparentemente immobile. Il sole è soffuso per via delle esalazioni minerali di questa landa liquida senza emissari. Persino le voci della gente risultano ovattate, lontane, come rallentate. Nel Mar Morto la vita cambia sostanza, penso, diventa incorporea. Queste acque ti lavano l’anima.

Eppure per secoli lo hanno chiamato il Mare del Diavolo. Luogo di eremiti e di esuli, tradizionalmente stigmatizzato come insalubre, il Mar Morto è in realtà un santuario curativo. Le proprietà terapeutiche delle sue acque e dei suoi fanghi nero argento erano note ad Aristotele e Galeno, ma si diceva che nessun uccello potesse sorvolarlo senza morire.

Prima e dopo il bagno devi cospargerti di fango più che puoi. È una terra madida, oliosa e si spalma come vernice sul corpo. Come il dolore.

Come il dolore, mi dico. Come il dolore nel suo punto più basso e torrido, come quando pensi di aver toccato il fondo e che non risalirai mai più alla vita e all’amore. Il Mar Morto è come il dolore: cura, a condizione che tu non lo sfugga e sappia galleggiarci dentro senza immergerti.

Non puoi affogare nel Mar Morto, penso. La sua salinità ti tiene a galla in una condizione anti-gravitazionale e, a meno che tu non beva l’acqua (sarebbe letale), o non decida di scrutare nelle profondità di questo mare mistico, sarai salvato dalle sue acque.

Abbandono le braccia, distendo ogni muscolo, sciolgo ogni resistenza accarezzato dal sole cisgiordano. Mi accarezza, ancora non brucia. Illumina ogni cosa, senza abbagliarla né ustionarla, come lo sguardo di un Dio finalmente buono.

Il mio corpo si sposta senza la mia volontà. Galleggio come un’alga, una medusa, come un’anima dolcemente in volo, congiunta con la natura e la vita. Mai come oggi comprendo il senso e la verità del toccare il fondo per rinascere.

 

Enrico Maria Secci, Blog Therapy
©Riproduzione riservata 
 




Lascia un commento
Nome:
Email:
Sito web:
Commento:
Codice di sicurezza: