La dipendenza affettiva è la condizione psicologica in cui amare diventa ossessione e sofferenza e, nonostante ciò, ci si sente incapaci di interrompere la relazione e fare a meno dell’altro.
Ad un’osservazione superficiale il mal d’amore potrebbe apparire come una banale querelle romantica trascinata con ostinazione e senza ragione oltre lo sfinimento emotivo.
Per questo, sulle vittime dell’amore grava pesante un senso di incomprensione, di isolamento e di pregiudizio. Possono sentirsi giudicate stupide e fragili, ingenue e autolesioniste; quando arrivano le conseguenze cliniche del trauma sentimentale sono a volte diagnosticate come depresse, ansiose, anoressiche o bulimiche. E poi curate per gli effetti e non per la causa del male.

La dipendenza affettiva non si trova nei manuali diagnostici, ma è inscritta a lettere scarlatte nella realtà. Vite ammalate, annullate o spezzate da relazioni intossicanti, perse nell’abulia del tradimento e dell’abbandono, immerse nella manipolazione affettiva. Donne e uomini crollati, schiacciati da quello che credono essere il sentimento più nobile e che è, invece, il sintomo di un’autentica psicopatologia relazionale.
Come spiego nel libro “I narcisisti perversi e le unioni impossibili. Sopravvivere alla dipendenza affettiva e ritrovare se stessi“, i disturbi clinici che intervengo nelle storie di mal d’amore necessitano di essere considerati come gli esiti dello stress emotivo in un contesto relazionale e non sbrigativamente trattati come una patologia individuale.

Infatti, a seconda del punto di osservazione, può sembrare che la dipendenza affettiva sia il risultato di un “malfunzionamento” più generale di chi la patisce. A lungo, le vittime del mal d’amore hanno dovuto subire in terapia lunghe e minuziose indagini sul loro passato, sull’infanzia, sulla propria famiglia e sui genitori, come se individuare un ipotetico trauma originario potesse guarirle dal trauma attuale, dalla ferocia del vissuto presente.

In qualche modo, i dipendenti affettivi rischiano di aggravarsi se l’unica chiave di lettura offerta al loro dolore resta quella della disposizione individuale alla malattia psichica. Si sentono in colpa, si vergognano, si rassegnano e stagnano nella patologia relazionale mentre trivellano la propria esistenza alla ricerca di un giacimento lontano e antichissimo di “spiegazioni” per lo più funzionali solo a mantenere lo stato di deprivazione affettiva e di sottomissione che li ammorba.

Negli anni ’70 Robin Norwood, l’autrice del long-seller “Donne che amano troppo” ha spianato la strada ad una nuova prospettiva terapeutica delle dipendenze affettive. Anche grazie al suo lavoro, oggi si può parlare apertamente di questo disturbo interpersonale e aiutare molte persone con coscienza, consapevolezza e professionalità.
Ne “I narcisisti perversi e le unioni impossibili” mi concentro su strumenti e strategie per sopravvivere alla dipendenza affettiva e ritrovare se stessi, così recita il sottotitolo.
Attraverso casi clinici racconto come non necessariamente la dipendenza affettiva si radichi nell’inconscio o in un possibile trascorso infantile negativo, ma colpisca molto duramente anche chi, da adulto, sperimenta il trauma della manipolazione affettiva, dell’abbandono o del fallimento sentimentale.

Come uscire dalla dipendenza affettiva? Non posso dirlo in un post, ma ho scritto un libro su questo tema delicato ed importantissimo, un libro utile sia alle persone che agli “addetti ai lavori” come dimostrano le classifiche di vendita.
Da 10 settimane “I narcisisti perversi” è all’apice delle classifiche sui maggiori store online: primo su Kobobooks (Mondadori) e ancorato alla TOP 100 di Amazon. Terzo nella categoria Saggistica di Internet Book Shop. Tutto questo sta accadendo grazie al passaparola, senza pubblicità, presentazioni, senza un grande editore alle spalle ma grazie all’efficienza del distributore che porta il libro in tutti i negozi su Internet in cartaceo e in digitale (Apple Store compreso), e lo distribuisce in 4500 librerie in Italia.

Per me, è un piccolo miracolo ed una immensa opportunità: grazie al libro posso raccontare a migliaia di persone come uscire dalla dipendenza affettiva, ritrovarsi, ri-orientarsi.
Debellare il senso di colpa ed andare avanti, a testa alta, lo sguardo sereno ed aperto alla vita.

Enrico Maria Secci, Blog Therapy

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Per approfondimenti:

Enrico Maria Secci, “I narcisisti perversi e le unioni impossibili”, 2014.

 

Disponibile in edizione cartacea e in formato digitale su tutti gli store online e ordinabile in 4500 librerie fisiche (vedi elenco librerie)

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INTERNET BOOKSHOP
http://www.ibs.it/…/secci-e…/narcisisti-perversi-unioni.html
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Cartaceo: http://www.youcanprint.it/…/i-narcisisti-perversi-e-le-unio…
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9 commenti già pubblicati, aggiungi il tuo!

Emiliano on 10 Giugno, 2017 at 10:00 #
    

Ricostruire le colonne della propria esistenza non è poi cosí difficoltoso ,grazie alla forza che ognuno di noi ha . Infondo,spesso ce le lasciamo distruggere o siamo noi stessi a farlo. Grazie a Dio ,alcune di queste le lasciamo ,perché è impossibile farne a meno. Aggiungere i pezzi mancanti,alla fine è anche divertente. Non stò dando lezioni a nessuno,forse più a me stesso,ma certo è che non dobbiamo permettere ,una volta che abbiamo rischiato,che ciò riaccada . Che tutto traballi di nuovo. Io almeno ho imparato questo ,ho imparato anche a spezzare fili e cucirne altri ,nuovi,sani e stimolanti . Ho sempre pensato che ogni cosa serve,anche la più spiacevole,ma solo se ci fa guardare dentro alla fine e ci rende edotti sui vari personaggi. Bisogna chiudere il rubinetto” del dare in un certo modo, lasciare alle spalle le persone ,quando serve e ciò non significa chiudersi al mondo ,ma aprirsi e dare nel modo giusto,in un modo nuovo,normale . Ho imparato che saprò sicuramente riconoscere le persone che avrò di fronte,soprattutto le pericolose personalità narcisistiche patologiche e i loro inconsapevoli complici. Saprò tornare un po’ chi ero e soprattutto sarò un uomo nuovo,con nuove basi . Sarà difficile ,certe ferite si curano pian piano,soprattutto quando negli anni sono state inferte con una crudeltà senza precedenti,ma solo alla morte non c’è rimedio . La forza che si scopre di avere va al di là e rende quel vissuto sempre meno importante . Per finire,vi metto in guardia, andate a guardare l’argomento ,magari vi sono stato d’aiuto,magari ne è valsa la pena di espormi così tanto,magari vi si accende la lampadina e uscite dal limbo indecente della dipendenza affettiva . Chiedo scusa a chi ho trascurato in questi anni, avevo fatto del poco e niente la mia ragione di vita


eco1 on 28 Giugno, 2015 at 17:14 #
    

grazie al cielo, un libro così lucido, così nitido e INNOVATIVO, la dipendenza affettiva e il narcisismo perverso sono stati e lo sono ancora, sconosciuti dalla maggior parte delle persone ( se parlassi a certi amici di dipendenza affettiva mi guarderebbero come un’aliena, e beati loro mi vien da dire!). bisognerebbe parlarne anche nelle scuole!forse molti giovani verrebbero aiutati nelle relazioni affettive e parlare di manipolazione relazionale SMASCHEREREBBE molti TIRANNI RELAZIONALI che d’altronde, si nascondono ovunque e causano sofferenza e malattia.


Rosa on 26 Giugno, 2015 at 08:08 #
    

Giovanna, i momenti bui spaventano molto e fanno male, tanto. Si impazzisce di dolore e paura di non uscirne più. Tra le tante cose, mi ha tormentato vedere che io ero disperata, lui appagato in nuove storie..storie nelle quali da presenze e dedizione che io non ho mai ricevuto. Difficile da accettare, va a finire che ti sentì tu quella sbagliata. Voglio dirvi che comincia a passarmi, sento che è tutta una apparenza, che loro per stare bene devono avere di fianco qualcuno. Da soli non riescono a stare. Io si. Io non mi sto appoggiando, io non sto illudendo nessuno. Io sto lavorando su me stessa, per me stessa. Guardo con un po di rabbia e un po di compassione queste storie di cartapesta, mezzi innamoramenti che non saranno mai amore..
E non invidio nessuna. So bene come andranno a finire in pochi mesi.. Ecco, io ci ho sofferto tanto, se vi servono questi pensieri sono per voi. Vi abbraccio tutte-i. Perché ci sono anche tante narcisiste.


Giovanna on 25 Giugno, 2015 at 22:11 #
    

Grazie di esserci, quando entro nel labirinto senza uscita dei pensieri, vengo qui e mi sento meno sola,le vostre parole e le esperienze e le emozioni espresse si rispecchiano in ciò che provo io, siete la mia ancora per la realtà,(perché quello che ti fa provare il narciso è subdolo, a volte dubiti che sia successo veramente) e gli articoli del dottor Secci una spinta ad andare avanti.
Un abbraccio forte a tutte


rosa on 25 Giugno, 2015 at 11:17 #
    

siamo tutte nella stessa situazione, razionalmente ora sappiamo bene che dovevamo chiudere, che soffrivamo troppo per chi non lo merita, ma emotivamente non riusciamo ancora a staccare la spina..gelosie a volte incontrollabili, pianti e rimpianti per il poco che abbiamo avuto, per le parole o gli sguardi che promettevano tutto e non mantenevano mai..siamo state circuite, imbrogliate, chissà se consapevolmente o inconsapevolmente, per anni o mesi, ora è difficile staccarsi da un investimento per noi tanto profondo. Ma dobbiamo. Accettiamo le scivolate, i rimpianti, i pensieri ossessivi che ancora ci tengono, diventano man mano meno frequenti e più lievi. Io non piango più per lui, piango per me. Per quanta vita ho regalato, sempre sorridendo e amando, e sprecato per me. Ora difendo quel poco che ho ricostruito con i denti, sorrido di più e dormo serena di notte. Non è poco. Ho la coscienza pulita, vado a testa alta. Mi sono perdonata l’ingenuità, le troppe speranze, la troppa fiducia, il poco amore per me stessa. Ora si cambia. Ci vuole tempo, tanto tempo, sembra non finire mai..ma sono certa che un giorno finirà. Dai, ce la facciamo!!!


Tizia on 25 Giugno, 2015 at 10:47 #
    

Rosa, che importante pensiero il tuo!
Luisa io sto come te, anche lui non mi diceva mai cosa provava e sono durata anche troppo…non mi vergogno per quello che ho fatto e che ho dato, non mi sento in colpa con me stessa, ma sto ancora nella spirale del “mi manca” e devo e voglio uscirne in qualche modo perchè è assurdo..non puo’ mancarmi il nulla. Mi manca quello in cui speravo, e posso trovarlo in qualsiasi altra persona che non sia lui.


rosa on 24 Giugno, 2015 at 23:04 #
    

E no , non ci casco più dopo anni di perdoni, di umiliazioni, si sofferenze …nella rete di un narciso e fedigrafo spaventoso . Sono riuscita a liberarmi da quella schiavitù che mi teneva legata non per amore ma per affezione . Io non mi vergogno di quello che ho vissuto ,l’ho fatto per amore e per i figli , è lui che deve vergognarsi …lui che sa solo manipolare e questo non è amore .Lascio alle spalle un amore senza sapore e mi apro a una nuova vita


Luisa on 24 Giugno, 2015 at 12:50 #
    

Vorrei comprarlo infatti. Dopo 4 mesi il mio narciso perverso mi ha lasciato un tale carico di umiliazione e sensi di colpa….che certe mattine mi sembra di impazzire….Sì perchè io sono quella che ha capito “male”, che lui non mi aveva mai detto di provare qualcosa (vero) ma ha fatto di tutto….credetemi di tutto per farmi innamorare e cedere…e ora – dopo 4 mesi la nostalgia di lui (nariciso e paranoico da far paura) è scemata…ma mi rimane la vergogna di esser passata come una povera scema. E mi sento tale.


Lucida on 24 Giugno, 2015 at 09:37 #
    

Incredibilmente necessario. Infinitamente prezioso.


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