Gen
27
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27 Gennaio 2012 | | Lascia un commento
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Gen
27
I narcisisti perversi e le unioni impossibili
27 Gennaio 2012 | | Lascia un commento
Chiami e non risponde. Non richiama, o richiama quando vuole. Mandi sms che sembrano perdersi nei meandri di un’imprevedibilità machiavellica poi, dopo ore o giorni, giungono repliche insipide e telegrafiche. Dimostra insensibilità, gelo e sincero contrappunto alla minima richiesta di impegnarsi nel rapporto. E’ capace di “slanci” travolgenti, ma durano quella mezz’ora che “fate l’amore” o giù di lì. Poi di nuovo comunicazioni criptiche, incostanti e confusive si mescolano a silenzi sempre più aridi. E se sei così audace da andare avanti, se anziché interrompere urgentemente e definitivamente il rapporto prosegui, arriva tutto il resto: la svalutazione, l’aggressività, la costante sensazione di precarietà e di pericolo, la gelosia patologica, la disperazione dell’inseguimento e della derisione. Questi i fenomeni tipici della relazione con un narcisista perverso, un uomo che, spesso al di là della propria consapevolezza, agisce in modo distruttivo e spinge la partner (o il partner) nella spirale della dipendenza affettiva.
Controllo e disimpegno. Nel campo delle dipendenze relazionali il concetto di “narcisista perverso” non descrive una patologia della personalità, disturbo che è clinicamente rilevabile in pochissimi casi, ma una modalità di costruire rapporti sentimentali all’insegna del controllo del partner e del disimpegno dal rapporto. Ciò vuol dire che il narcisista perverso non può essere considerato un soggetto patologico, è semplicemente un individuo che adotta strategie congruenti col proprio obiettivo di base: alimentare la sicurezza di sé con un investimento minimo e a scapito dell’altro. Rispetto alle sue “vittime”, che ricercano una relazione amorosa intensa e durevole, il narcisista nutre indifferenza e, se sollecitato al confronto, può avere reazioni di fastidio, prevaricazione e violenza. Dal proprio punto di vista privo di empatia il narcisista perverso non può comprendere a pieno le esigenze dell’altro e vive le sue richieste come indebite e illegittime. Fare lo sforzo di capire e di ascoltare lo metterebbe nella sgradevole posizione di rinunciare al controllo, alla supremazia e alle decisionalità sulla partner. Per questo chi si ostina nella relazione con un narcisista perverso non ha alcuna speranza di riuscita e, senza accorgersene, si sta impegnando in un atto auto-lesionista e sterile. Nessuna azione, nessuna persuasione, nessun sacrificio, cambiamento o manipolazione muterà il narcisista perverso in un Principe Azzurro. Eppure l’ossessione che avviluppa le vittime e che le tiene soggiogate è l’idea di essere sostituite da donne più belle e più capaci di farsi amare; credono di essere responsabili decomportamenti vessatori del partner e si auto-attribuiscono la sua incapacità affettiva.
Oggettivazione e intercambiabilità. Il “gioco psicologico” del narcisista perverso si regge sul principio dell’oggettivazione o reificazione, ovvero sul trasformare le persone in “cose”. Ne considera il peso, la statura, le misure, i colori, pondera le frasi e gli atteggiamenti e manifesta rabbia ogni qualvolta le caratteristiche osservate risultino difformi dal modello ideale che funge da parametro indiscutibile. Così, per il narcisista perverso nulla basta: la forma fisica è sempre insufficiente, i vestiti son sbagliati, sbagliati il tono di voce, le amicizie, le proposte, gli orari … il presente, il passato della partner … All’inizio della relazione l’irrequietezza e l’intolleranza del narcisista perverso possono rimanere nascoste. Per tutelare un’immagine positiva e buona di sé tende a tacere, si limita a sparire dopo avere accusato l’altra/o di inadeguatezza. Man mano che il rapporto prosegue, il narcisista perverso conquista spazi di manovra sempre più ampi e sottopone la partner a conflitti o umiliazioni di intensità crescente, come a voler misurare il proprio potere. Le reazioni disperate della vittima lo rassicurano e lo gratificano. A tratti può commuoversi per lo stato di prostrazione in cui riduce la compagna e cercare di “rimediare” con qualche coccola e promesse di cambiamento. Queste condotte riparatorie non fanno che confondere la partner e alimentare la sua dipendenza perché fomentano l’illusione amorosa…
(continua nei prossimi giorni…)
Gen
26
Dal mio amore…
26 Gennaio 2012 | | 1 Commento
“Rimaniamo stretti,
ché il tempo prima o poi
dovrà arrivare,
e andare per le strade
e ritrovare quello sguardo nella gente
che ci era familiare
finché il buio non ha preso il sopravvento
nel nostro cuore…”
“… dal tuo amore al mio amore,
dal tuo sentire al mio pensare,
dal tuo cuore al mio cuore
un millimetro appena o tutta una vita
se è quello che vuoi.”
“… dal tuo amore amore al mio amore
dal tuo sentire al mio pensare,
dal tuo silenzio al mio rumore
dal nostro potere di non farci del male.”
(“Dal tuo sentire al mio pensare”, Fiorella Mannoia, Sud)
Gen
23
Concordia: milioni le vittime
23 Gennaio 2012 | | Lascia un commento
Il disturbo post-traumatico da stress è una sindrome psicopatologica che colpisce le vittime di incidenti, di eventi imprevisti, di lutti e, in generale, di situazioni che per brevi istanti o per lunghe ore hanno compromesso l’incolumità dell’individuo e la sua percezione di controllo sulla realtà. Questo disturbo, noto anche come PTSD (Post-traumatic stress disorder) si manifesta entro poche settimane dall’evento traumatico con uno sciame di sintomi che compromettono l’equilibro della persona e la regolarità della sua vita quotidiana: insonnia, ansia, depressione, irregolarità nell’alimentazione, alterazione dei ritmi del sonno, somatizzazioni come cefalee e disfunzioni a carico dell’apparato digerente sono i classici indicatori del PTSD. Tutti i sintomi sono associati al pensiero ossessivo dell’evento traumatico, all’insorgere di sensi di colpa per lo più irrazionali relativi alle circostanze dell’incidenze e al tentativo di evitare qualunque stimolo associato alla tragedia vissuta.
Costa Concordia: oltre 4000 vittime. E mentre continua la conta dei dispersi e dei corpi, ci si dimentica che tutti i passeggeri sono vittime del disastro, che i sopravvissuti dovranno fare i conti con i sintomi del disturbo post-traumatico e, in alcuni casi, sopportare le conseguenze di questo problema sul lavoro, sull’affettività e sulla quotidianità che, dopo il naufragio, avrà acquisito i colori terrifici e stinti dell’imprevedibilità e della sfiducia. Infatti, la particolarità del dramma della Costa Concordia è il tradimento della fiducia riposta nell’Autorità, una ferita gravissima perché, a livello inconscio, provoca facilmente una reazione a catena che fa saltare altre sicurezze e dissemina elementi di incertezza, sospettosità e panico in altri ambiti dell’esistenza.
Chi è in vacanza su una nave si consegna letteralmente a una micro-società in cui confida, a cui delega il corso del proprio tempo e delle proprie emozioni con l’idea di essere al sicuro. Per questo, il trauma del naufragio della Concordia è particolarmente contundente e minerà a lungo l’equilibrio psicologico dei sopravvissuti: per come sembrano andate le cose, la dinamica del disastro contiene un potente, deflagrante simbolismo. Si è trattato, in fondo, di un tradimento pesantissimo. Un tradimento ai danni di migliaia di persone che hanno esperito impotenti le conseguenze imponderabili dell’irresponsabilità e della superficialità del “potere” a cui si erano fiduciosamente affidate.
4000 vittime e milioni di dispersi. Al di là del fatto concreto, al di là delle 4000 persone coinvolte nel disastro e della probabile epidemia di PDST che colpirà i superstiti, quella nave accasciata sulla scogliera suggestiona milioni di persone … diffonde amarezza, malessere, rabbia … rappresenta un’occasione per sfogare angosce sociali. Non a caso, molti giornali importanti hanno sfoggiato in questi giorni editoriali “psicoanalitici” che coniugano l’incubo del Concordia con gli spettri della recessione e del malgoverno che da oltre 30 anni almeno affliggono il nostro sciagurato Paese.
Si parla ora di risarcimenti ai passeggeri. Si parla di soldi, come se il denaro potesse risaldare i pezzi dell’anima stroncata dal terrore e colpita al cuore delle sue certezze di base. Sarà insufficiente, certo. Ma soprattutto non ci saranno risarcimenti per noi tutti, per noi passeggeri dell’Italia squarciata e avvelenata, dell’Italia schiantata sugli scogli prevedibilissimi della volgarità, dell’ignoranza e dell’improvvisazione targata Berlusconi. Chi ha letto le dichiarazioni del “capitano” della Concordia, troverà inquietanti analogie con i proclami del nostro precedente Governo …
Gen
20
New Addictions
20 Gennaio 2012 | | Lascia un commento
Ringrazio i partecipanti che hanno seguito ieri il mio seminario sulle Nuove dipendenze “senza droga”.
Ricordo che il 16 febbraio dalle 19.45 alle 22.00 è previsto il seminario di approfondimento “Ma ti amo davvero? I quattro schemi della dipendenza affettiva”. Per iscriversi è sufficiente compilare il form sul sito dell’Associazione “Le vie del Benessere” all’indirizzo www.viedelbenessere.org. I posti sono limitati.
Gen
17
I più letti del 2011 su Blog Therapy
17 Gennaio 2012 | | Lascia un commento
Pettegolezzi. Tra normalità e patologia
Sessualità egodistoniche
Insonnia: 7 regole per dormire bene
“Io non ti amo più”
L’irriconoscenza e la sua cura

Tecno-scimmie: fermiamo l’invasione
Sii te stesso… ma non troppo!
Magiche metafore per cambiare: lo dimostrano a Stanford.
Gen
16
Vladimir Luxuria: l’arte di diventare se stessi
16 Gennaio 2012 | | Lascia un commento
Luxuria indossa un abito nero, il tubino che, come si dice, non dovrebbe mai mancare nel guardaroba di una donna. La piega perfetta e il portamento elegante di un equilibrista sapiente , di una persona che ha trovato un baricentro emotivo.
Lo spettacolo “Stasera ve le canto”, in scena al Teatro delle Saline il 12 e 13 gennaio scorsi, è stato da tutto esaurito e Luxuria lo merita. Dopo tante battaglie, conflitti, lutti, incertezze, angosce, lotte, critiche, vessazioni, sguardi traversi, discriminazioni e guai, altroché se lo merita. E il bello è che ha il coraggio di prendersi quello che le spetta: il rispetto e l’ammirazione del pubblico non solo come artista ma come Persona. Non si nega, schiva al mondo come molti Artisti fanno, ma attinge a piene mani alla bellezza che ha saputo creare intorno a sé, nonostante tutto.
“Stasera ve le canto” parla di questo “tutto” difficile, scoraggiante, oscuro, della malvagità riservata ai diversi e di come salvarsi dalla banalità del male che colpisce le persone transessuali e, con loro, gli omosessuali.
Luxuria scherza, diverte, strega, provoca e Vladimir canta. Vladimir canta. Canta in modo sorprendente canzoni che, da sole, raccontano il coraggio dell’amore e del cambiamento, il senso stesso dell’amore, che è mutamento, poesia, e che, quando davvero è amore, conduce alla definizione di sé stessi.
Vladimir proietta le foto della sua vita, Luxuria le commenta con consapevolezza e con la tenerezza misurata di chi ha imparato l’Amore per gli altri e per sé stessa.
Applausi, applausi continui. Passo dopo passo, canzone dopo canzone, Vladimir e Luxuria si svelano con classe e bellezza e superano la dualità uomo/donna in una fusione perfetta, una combinazione di armonie che supera il pregiudizio e dimostra l’inutilità delle categorie in cui inscatoliamo a fatica la realtà.
Vladimir Luxuria artista. Potrebbe sfuggire ai più che al di là del personaggio e della persona, dell’identità di genere e dell’auto-biografia sceneggiata, il vero valore dello spettacolo è quello di svelare un Artista, quello di mostrare un individuo che, ben al di là delle sue vicissitudini, crea per gli altri uno spazio emozionante, un momento di riflessione impreziosito dall’ironia e imperlato da un canto sincero, che indica a tutti, tutti – non solo ai “diversi”- una direzione. Quella del rispetto per se stessi e per gli altri, quella della dignità e, insieme, della classe e dell’eleganze che, chiunque la acquisisca, restituisce al mondo e così lo arricchisce.
“Fermati”. Vladimir Luxuria ha inserito nella scaletta una canzone di Renato Zero, e la ha interpretata col cuore, è un brano poco conosciuto e bellissimo che evoca, in parte, la bellezza dello spettacolo “Stasera ve le canto” … L’arte di diventare se stessi.
Gen
14
Meditazione – Nuovo percorso da Mercoledì 18 gennaio
14 Gennaio 2012 | | Lascia un commento
www.leviedelbenesse.blog.tiscali.it
La grande e inattesa adesione al percorso di meditazione di gennaio-febbraio ci ha spinti a promuovere un nuovo gruppo che si riunira’ il mercoledi’ dalle 19 alle 20.15,con le stesse modalità di quello del
lunedì, dal 18 gennaio prossimo.
Queste le date: 18 e 25 gennaio, 1, 15, 22 e 29 febbraio.
Chi si è già iscritto al percorso del lunedì puo’ scegliere di spostarsi a quello del mercoledì, se lo trova piu’ comodo per giorno e orario.
La quota di partecipazione è la stessa del percorso del lunedì.
Per adesioni e informazioni: info@viedelbenessere.org o tel. 3401386839.
Gen
13
Dipendenze “senza droga” – Seminario giovedì 19 gennaio
13 Gennaio 2012 | | Lascia un commento
Dipendenze da Internet, da social-network, da chat, da cellulare. Dipendenze affettive, da lavoro, da gioco d’azzardo. Dipendenza da shopping, da sport, da cibo, da sesso. Dagli anni ’90 in poi assistiamo alla diffusione di proporzioni epidemiche delle new addictions, ledipendenze “senza droga”.
Il dottor Enrico Maria Secci., psicologo e psicoterapeuta, ne parlerà in occasione dell’incontro, gratuito per i soci “Le Vie del Benessere”, dal titolo “Le nuove dipendenze ‘senza droga’: gioco, shopping, sesso e internet”, in programma giovedì prossimo, 19 gennaio dalle 19.45 alle 21, a Cagliari, in via Tigellio 22.
Le cosiddette “new addictions” sono un fenomeno capillare, una costellazione di problemi ancora allo studio della comunità scientifica che fatica a inquadrarli in definizioni chiare e prassi cliniche ma che riguarda milioni di persone. La diffusione di questi disturbi è un’evidenza che colpisce psichiatri e psicoanalisti impegnati ogni giorno contro queste dipendenze invisibili, invisibili solo perché ancora non scritte nei manuali diagnostici eppure molto reali. Il seminario si concentra sulle cause, il sintomi, i rischi e le conseguenze delle più comuni dipendenze senza droga.
Programma
- Cosa sono le new addictions?
- I sintomi e le conseguenze delle dipendenza senza droga.
- Verso un quadro generale della dipendenza: lo spettro impulsivo-compulsivo
- Le dipendenze tecnologiche
- La dipendenza da lavoro
- La dipendenza sessuale e affettiva
- Le dipendenze alimentari
- La dipendenza da gioco d’azzardo
Per informazioni e adesioni: info@viedelbenessere.org o tel. 340-1386839.
I posti sono limitati e la prenotazione è indispensabile. I soci possono iscriversi al seminario anche compilando l’apposito form sul sito www.viedelbenessere.org
Gen
12
Famiglie di fatto, di fatto famiglie!
12 Gennaio 2012 | | 2 Commenti
Ci risiamo. Il Papa ha sparato un nuovo anatema contro le famiglie di fatto. “Minacciano la dignità umana”, titola il Corriere della Sera con le parole di Ratzinger. E’ molto difficile commentarle e rimanere politicamente corretti. Perché l’insistenza, l’ottusità, la volgarità, la violenza e l’ipocrisia di questi proclami ecclesiali sembrano fatte per suscitare rabbia e indignazione, e solleticano il sarcasmo nelle menti pensanti.
La “sacra famiglia” è una famiglia di fatto. Mentre mi chiedo a quale apocalittica minaccia di riferisca il “Papa” non posso fare a meno di pensare a come la Chiesa si ostini a negare la realtà. Perché il concetto di “famiglia di fatto” é solo la moderna etichetta giuridica per designare e riconoscere la normalità di tutti quei modelli di famiglia che la morale cattolica ha disconosciuto, condannato e represso nei secoli senza riuscire a estirparli perché parte integrante e fisiologica della dinamica sociale, oltre che conseguenza naturale dell’affettività umana che non ha nulla a che vedere con la grotta, il bue e l’asinello… E poi anche su questi ci sarebbe da eccepire. La “sacra famiglia”, come dato storico, è un trio molto strano, un coacervo improbabile tra una vergine e un falegname molto più anziano che adottano un figlio non loro.
Ideologia o religione? Tornando alle parole del pontefice: che cosa intende per minaccia? In che modo persone che si amano e che giustamente rivendicano i propri diritti possono turbare il supposto idillio delle famiglie “normali”? E poi, quali sarebbero queste santissime famiglie che tutelano l’equilibrio dell’individuo e della società?
Mi domando anche dall’alto di quale conoscenza concreta della realtà il clero pretenda di istruirci sull’amore e sul sesso. Gente che fa la scelta di astenersi per sempre dall’esperienza umana della coppia e della famiglia non dovrebbe pronunciarsi su ciò da cui rifugge e tantomeno mettere il becco nelle camere da letto della gente.
Certo, il Santo Padre è libero di dire ciò che vuole ma quanto professa influenza ancora la vita politica, alimenta pregiudizi pericolosi, paralizza. Ed è ideologia, non religione, politica di estrema destra e non spiritualità. Non c’è nulla di sacro né di nobile in chi si ostina a negare i diritti altrui e, peggio, stigmatizza chiunque viva al di fuori dell’ideologia vaticana.
Famiglie di fatto, di fatto normali. Sarebbe bello che qualcuno appendesse gonnella e ciabatte di vitellino e si facesse un giro per strada o in un market qualunque per procurarsi una bella e sana boccata d’aria e acquistare un minimo di senso della realtà. Da sempre, proprio come accade oggi, le vituperate famiglie di fatto fanno la spesa, lavorano, litigano, si amano, si sostengono e lo fanno proprio come tutte le altre. Sono sotto gli occhi di tutti: coppie di uomini, coppie di donne e coppie di uomini e donne che non intendono sposarsi sono dati di fatto che sfuggono al grossolano setaccio dell’ottusità e della tautologia e, anche se con una certa fatica, affittano o comprano appartamenti, hanno amici, vivono con serenità ma senza rassegnazione la propria condizione di invisibilità politica. Queste persone tengono alta la testa, perché non hanno niente di cui vergognarsi e spesso più di molti “cristiani” hanno uno sguardo sul mondo pulito, leale e grande rispetto per gli altri e per le loro scelte.
Nel 2012 ancora assistiamo all’anacronistico spettacolo di un Papa medioevale che antepone le sue teorie alla realtà e diffonde malessere, disprezzo, ineguaglianza e ipocrisia agitando inutilmente il crocefisso. Ma lui, che cosa ne sa di famiglie di fatto? Di fatto, non ne sa. E Amen.
Leggi anche “Donne che amano le donne”







